Luca Gazzaniga


Nasce a Lugano, Svizzera, nel 1963. Dal 1982 studia architettura al Politecnico Federale di Zurigo (ETHZ), dove si diploma nel 1988. Durante gli anni di studio collabora con diversi studi d’architettura in Svizzera e all’estero, in particolare con Hans Kollhoff a Berlino e e Carlo Aymonino a Roma, e nel 1983 si trasferisce per un anno negli Stati Uniti. Terminato lo studio, dopo un’esperienza professionale a Monaco di Baviera, si stabilisce definitivamente a Lugano, dove nel 1990 apre uno studio con il compagno di studi Carlo Ceccolini, partnership questa molto importante durata fino al 2001.
La progettazione era inizialmente orientata verso edifici residenziali, soprattutto case unifamiliari, investigando lo spazio domestico sul tema dell’abitare e del rapporto tra uomo, costruzione e paesaggio. A rendere conto di questi anni di ricerca è apparsa la monografia  “Luca Gazzaniga & Carlo Ceccolini, Le case dell’uomo”. I progetti dello studio si sono presto sviluppati anche verso altri temi, attraverso mandati per edifici pubblici e attraverso la partecipazione a diversi concorsi internazionali (con diversi premi),  in particolare verso il paesaggio e la città, ma sempre concentrati sugli aspetti in evoluzione della vita dell’uomo.
L’interesse verso il suo lavoro si è accresciuto e libri e riviste di architettura hanno reso conto dei progetti e delle opere realizzate; nel 2001 è stato invitato a rappresentare la Svizzera alla Biennale Internazionale di architettura di Buenos Aires.

Convinto che una riflessione teorica fine a se stessa sia un fondamentale complemento all’attività professionale, Luca Gazzaniga si è molto impegnato in diverse attività collaterali alla professione di architetto, che è comunque sempre rimasta il suo principale interesse. In particolare si è sempre dedicato alla critica dell’architettura sotto diverse forme, soprattutto editoriali, collaborando e scrivendo su varie riviste specializzate europee, e dal 1992 al 1996 è stato il redattore responsabile per il settore architettura della rivista Domus (Milano). 

Ha collaborato con strutture universitarie e in particolare con il Politecnico Federale di Zurigo (ETHZ) e con la nuova Accademia di Architettura di Mendrisio (Università della Svizzera Italiana), contribuendo attivamente alla sua fondazione nel 1997. E’ stato critico invitato in alcune università europee, docente in seminari internazionali, invitato a simposi e convegni, e membro di giurie in concorsi di tutta Europa. Ha tenuto conferenze in Europa, Giappone e Sud America. 

Luca Gazzaniga vive e lavora a Lugano, dove ha scelto di concentrare i suoi sforzi nella ricerca progettuale nel suo studio che conta una decina di collaboratori, e che cerca di unire grande professionalità con lo spirito creativo da atelier. I parametri di riferimento della ricerca derivano, oltre che dalla condizione specifica culturale, dal confronto con le giovani generazioni di architetti europei. 

Dal 1999 si è istaurata una collaborazione con lo studio di Jose Luis Mateo (Map Architects) a Barcelona, soprattutto per la  partecipazione ad alcuni concorsi internazionali ad inviti. I successi in quattro concorsi hanno portato a due mandati di realizzazione per due importanti edifici in Olanda.



LUCA GAZZANIGA ARCHITETTURE SILENZIOSE
8 maggio - 10 luglio 2004

Inaugurazione
Sabato 8 maggio, ore 11.00 Sala Conferenze General Membrane

Anteprima Stampa
Sabato 8 maggio, ore 10.45

Apertura:
8 maggio - 10 luglio 2004
dal Lunedì al Sabato, ore 9.00-12.00, 14.00-18.00 festivi esclusi

Sede Espositiva:
General Membrane 
PROGETTOCONTEMPORANEO Galleria di Architettura
via Venezia 28, Ceggia Venezia Italia 

Catalogo:
Progettocontemporaneo_2 
Luca Gazzaniga Architetture Silenziose
a cura di Paolo Vocialta
con contributi di Mercedes Daguerre, Josè Luis Mateo e Alberto Alessi
(vedere sezione Cataloghi)



"luca gazzaniga architetture silenziose"
La mostra si struttura in due sezioni. La prima da conto delle realizzazioni progettate da Luca Gazzaniga nel campo delle abitazioni private. La seconda sezione si occupa più propriamente della città proponendo lavori inerenti sia il settore privato che quello pubblico.
Il paesaggio fisico e culturale dove si innesta l’esperienza creativa di Luca Gazzaniga è quello della Svizzera meridionale, noto come il Canton Ticino. Su di esso si sedimentano e confrontano a partire dal secolo scorso varie tendenze progettuali: il razionalismo italiano dei G. Terragni, A. Libera e A. Sartoris; la grande personalità di Le Corbusier mentre dalle altre regioni della confederazione giungono gli influssi legati all’ambito tedesco. Nel secondo dopoguerra saranno le figure di R. Tami, di A. Camenzid, di D. Schnebli e dello stesso A. Rossi (docente a Zurigo fra 1972 e il 1975) a fornire gli elementi per una visione autonoma dell’architettura ticinese. E’ infatti dagli anni ’70 che una serie di realizzazioni, legate non a caso alla tipologia della casa privata (è agevole ricordare l’opera di M. Botta), accendono il dibattito a livello europeo intorno alla nascita di una architettura ticinese.

Non possiamo comunque in questa sede ricostruire tale complessa vicenda intrisa, fra l’altro, di questioni economiche legate alle dinamiche del settore edilizio. E’ però utile capire come l’itinerario progettuale di Luca Gazzaniga si fondi su una tradizione che presenta svariate sfacettature e come, d’altro lato, il suo lavoro si allontani da una serie di luoghi comuni che il grande successo di alcuni progettisti ticinesi ha alimentato.

Gli esordi di Luca Gazzaniga si svolgono intorno al tema della casa privata. E’ un tema importante per il Ticino, oggetto, più in generale, di una profonda azione speculativa che ha comportato la compromissione dei  valori paesistici originari.

L’architettura di Luca Gazzaniga tende a recuperare alcuni elementi dell’architettura razionalista (soprattutto nella conformazione delle forature e  nella linearità compositiva dei prospetti) ma, nello stesso tempo, non rinuncia alle vibrazioni  materiche legate all’uso di materiali naturali quali la pietra, il legno, l’acciaio (case Poma e Zurcher a Vico Morcote 1995-00, casa Bergamini a Pregassona 1999-02, villa Garzetti a Zurigo 1999-03).  Non rinuncia neppure a sperimentazioni come nel caso di casa Petrini (1999-01) dove, polemicamente, l’approccio progettuale vuole allontanarsi dai parametri correnti proponendo un orientamento (perpendicolare al lago), e una composizione architettonica minimalista che si ritrae in se stessa (il patio interno ne è testimonianza).
L’ampliamento del Casinò di Lugano (1999-02) permette a Luca Gazzaniga di affrontare un tema complesso: l’inserimento di un nuovo grande edificio nel tessuto urbano sedimentato. E’ in questa circostanza che l’architetto tende a verificare le riflessioni svolte nei progetti precedenti. Non propone un edificio chiuso, su modello americano, ma un architettura che dialoga con l’esterno.  In questo senso va intesa l’ estesa facciata lapidea (lato ingresso)  dinamicizzata attraverso la puntuale collocazione di lame verticali, ruotanti su un perno centrale, che consentono una infinita variabilità chiaroscurale.  Sull’altro fronte un grande squarcio vetrato rende visibile al suo interno una serie di cubi colorati e illuminati che ospitano spazi per il gioco. La permeabilità del vetro rapporta direttamente interno ed esterno.

L’astrazione e il rigore compositivo generano l’intervento a Davos (2001-03)  per un edificio di appartamenti. Il legno dipinto, i volumi vetrati accostati ai corpi principali opachi, determinano un oggetto architettonico severo, altera  risposta alle pulsioni speculative del settore turistico.
Negli ultimi tre anni Gazzaniga in collaborazione con il collega spagnolo Jose Lluis Mateo,  affronta alcuni complessi temi progettuali imponendosi, fra l’altro, in un concorso internazionale per il nuovo parlamento regionale di Haarlem in Olanda. La mostra che ProgettoContemporaneo propone illustrerà anche questi lavori con cui l’architetto ticinese varca gli ambiti territoriali consueti per confrontarsi con il più vasto orizzonte architettonico europeo.

 



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