NUOVA ARCHITETTURA FRANCESE
8 novembre 2008 - 28 marzo 2009 PROGETTOCONTEMPORANEO

Chiusura Natalizia
la mostra Nuova Architettura Francese
rimarrà chiusa dal 22.12.09 al 10.1.09
La Galleria di Architettura Progettocontemporaneo
e General Membrane augura a tutti
Buon Natale e Sereno Anno Nuovo

Inaugurazione/vernissage/opening:

sabato 8 novembre 2008 rspv

Sala Conferenze General Membrane

Intervengono:
Paolo Vocialta - Oderzo
Berranger&Vincent* architects - Nantes
Clément Gillet - Chartres de Bretagne
Emmanuel Combarel + Dominique Marrec - Paris
Dominique Coulon - Strasbourg
X-TU architectes - urbanistes - Paris


Catalogo:
PROGETTOCONTEMPORANEO
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Nuova Architettura Francese
in vendita in Galleria dal 8 novembre 2008
(vedere sezione Cataloghi)

Apertura:
8 novembre 2008 - 28 marzo 2009
dal lunedì al sabato ore 9-12 e 14-18
ingresso gratuito

Sede Espositiva:
 PROGETTOCONTEMPORANEO
 Galleria di Architettura di General Membrane
 sede Triennale OFF
 Veneto Friuli Venezia Giulia
 via Venezia 28 (statale SS14 Triestina)
 Ceggia VENEZIA Italia
 (vedere sezione Informazioni->Cartina)

Info:
 
info@progettocontemporaneo.it
 tel. + 39 0421 322000
 referente: Nacini Danilo

Per l'Invito all'Inaugurazione utilizza
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5 Atelier Francesi

 

La Francia negli ultimi decenni ha prodotto opere di architettura importanti. Tutti noi abbiamo compiuto i nostri viaggi a Parigi e abbiamo attraversato alcune delle icone dell’architettura contemporanea. Tutti noi sappiamo che la politica francese ha sempre promosso grandi opere mostrandosi estranea ad inutili conservatorismi o timori reverenziali verso il passato.

Ma cosa bolle in pentola dopo la generazione dei Perrault, De Portzamparc, Nouvel, Duthilleul, Ricciotti, Decq, etc?

 

La mostra che presentiamo propone 5 atelier appartenenti alla generazione dei quarantenni. Come nella tradizione di PROGETTOCONTEMPORANEO si sono privilegiate personalità che hanno realizzato i loro progetti a scapito di architetti che, pur evidenziando poetiche interessanti, non hanno ancora affrontato la prova del cantiere. Questa mostra più di altre è stata costruita con l’ausilio del web, precisamente analizzando le schede che compongono una guida virtuale all’architettura contemporanea francese che si chiama archiguide.

 

I 5 giovani atelier di architettura testimoniano come anche in Francia la pluralità degli approcci progettuali costituisca uno dei tratti più evidenti della prassi architettonica.

 

La qualità dei due atelier parigini coinvolti nella mostra emerge dalle loro raffinate riflessioni su singoli temi. Le categorie di trasformabilità e flessibilità contenute nelle enunciazioni teoriche di Combarel-Marrec non sono estranee al lavoro di X-TU e, viceversa,  la dichiarata volontà di plasmare le forme di quest’ultimi emerge in alcuni importanti progetti dei primi. Le emozioni provocate dai lavori di X-TU scaturiscono dall’alone visionario che talvolta gli avvolge (vedasi i progetti degli Archivi del Nord e della Biblioteca Nazionale della Repubblica Ceca a Praga). Quando i volumi sorgono in un contesto naturale tendono a fondersi con il paesaggio ma non in modo consolatorio: la ragnatela di radici e tronchi sostiene il corpo sinuoso del Museo della Civilizzazione a Sant Paul – La Reunion formando con esso un solo, enorme, corpo organico. Così il Museo della Preistoria è un tronco forato, fuori scala, adagiato, enigmaticamente su due dossi del terreno. Con la  Facoltà di Chimica a Parigi e con la Stazione di Polizia a Saint Denis il contesto urbano impone esiti diversi e i due volumi scaturiscono dalle relazioni con il tessuto costruito circostante oltre che dalle funzioni ospitate.

 

Combarel-Marrec fondono creatività e razionalità costruttiva. Emblematici  l’edificio Amministrativo per il Centro Bus a Thiais e la palestra per il Liceo La Tourelle. Nel primo l’elementare parallelepipedo caratterizzato dalla pelle metallica viene sorprendentemente attraversato dai tagli  colorati delle pareti vetrate. Nel secondo edificio il tema del grande contenitore viene reinterpretato senza alcun intento mimetico ma l’originalità della soluzione costruttiva e la pelle traslucida donano una dimensione trasfigurata che smorza l’impatto volumetrico. La sensibilità dei due progettisti parigini si manifesta anche nella elegante facciata vitrea del palazzo Louis Blanc a Parigi, destinato ad alloggi sociali, e nella gioiosa proposta della scuola per l’infanzia ad un angolo di una strada la cui copertura viene trasformata in un giardino dotato di percorsi inclinati.

 

Nella bellissima Strasburgo si svolge l’attività di Dominique Coulon. La sua vocazione progettuale emerge con forza nei progetti per i due teatri (quello di Montreuil realizzato). Qui l’architetto concepisce  percorsi e foyer, attraverso tagli e compenetrazioni, come spazi spaesanti, eminentemente teatrali, esaltati dalle superfici monocrome. Il corpo a corpo con lo spazio si smorza nei progetti per le scuole e per gli uffici a Strasburgo proponendo letture del contesto puntuali e spazi interni sereni e luminosi. La complessità del progetto non è mai gratuita: i piani inclinati, le compressioni prospettiche, le sottolineature cromatiche, scaturiscono da ragionamenti razionali e tendono a facilitare la fruizione degli spazi e dei percorsi.

 

Da assunti teorici nasce il lavoro di Berranger&Vincent architects. L’architetto deve analizzare i problemi, siano essi funzionali, relativi all’inserimento nel contesto, economici, di sostenibilità, e trovare una risposta “positiva”. Ogni progetto di Berranger&Vincent offre delle soluzioni chiare, intelleggibili. La positività non è difficile individuarla, è fuori dalla porta, è la natura. Luce, aria, vegetazione, sono elementi compositivi quanto l’involucro edilizio, la forometria, i materiali di finitura. La casa cerca la luce, offre la vista di un albero nel giardino, si mimetizza nel paesaggio facendosi inerbare interi lati, facendosi coprire attraverso giardini pensili. Comunque dal “discorso” di Berranger&Vincent l’architettura non viene espulsa: le realizzazioni esibiscono una chiara dimensione architettonica. La loro non è retorica ecologista. Il fascino della natura non li travolge ma diventa terreno di confronto sia quando si tratta di costruire “una” casa per un agricoltore, sia quando bisogna collocare su un terreno 72 alloggi a nastro come a Nantes.

 

Il talento di CG Architects si evidenzia nella sicurezza e qualità delle risposte alla grande varietà di temi progettuali affrontati. Nel versante dell’ housing a partire dalle case singole Jegouzo e dello stesso Clement Gillet, nelle case a schiera indipendenti a Noyal Sur Vilaine e ad Evron, negli alloggi a blocco a Rennes, le varie tipologie edilizie attraverso i materiali scabri (la casa CG), l’asciutta plasticità (le case a schiera), le compenetrazioni volumetriche (65 alloggi a Rennes), pervengono ad aggiornate ed eleganti formulazioni. Particolarmente interessante l’edificio industriale più laboratorio a Egid caratterizzato dalla linea aggettante in facciata che si piega e si innalza piegandosi su se stessa in corrispondenza di un angolo. Anche nel campo dell’edilizia scolastica CG Architects producono ottimi progetti. L’estensione a St Gregoire riesce a coniugare rigore compositivo, rapporto con il contesto naturale, risposte funzionali.

 

Paolo Vocialta

 



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