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ARCHIVIO NEWS
25/10/2004

GRANDE ARCHITETTURA SPAGNOLA A CEGGIA: LE OPERE DI MANUEL CERDA PEREZ CONQUISTANO UNA VASTA PLATEA DI IMPORTANTI PROFESSIONISTI E APPASSIONATI

Si è tenuta sabato 23 ottobre presso la Galleria di Architettura Progettocontemporaneo l’inaugurazione della terza mostra della rassegna dedicata alle giovani promesse dell’architettura europea.
Straordinaria l’affluenza di pubblico per questo evento riservato all’opera del giovane architetto valenciano Manuel Cerdá Pérez.


“Non ci aspettavamo un riscontro così grande, anzi, non osavamo sperarlo, è una dimostrazione che la strada intrapresa è quella giusta, un ennesimo stimolo ad andare avanti”, queste le parole di Lionello Codognotto, Presidente di General Membrane e mecenate dell’iniziativa, durante il discorso di apertura della manifestazione.
Paolo Vocialta, curatore della mostra nonché ispiratore e promotore del Premio di Architettura Città di Oderzo, spiega le caratteristiche che più affascinano dell’opera di Manuel Cerdá Pérez: “Questa mostra si riferisce al lavoro contestualizzato nel territorio. Partendo da una radice dell’architettura del moderno di matrice razionalista, fatta di volumi puri, di scavi nella materia, è sempre evidente e presente in Manuel Cerdá Pérez la contaminazione con elementi tipici del territorio. Il suo tratto fondamentale è la gestione della luce e l’individuazione nell’abitazione di ambiti intimi protetti dal sole, patii, giardini, specchi d’acqua.”
Ma è l’intervento diretto dell’autore che rapisce i numerosissimi partecipanti alla presentazione della mostra nella Sala Conferenze di General Membrane. Molti i rappresentanti delle istituzioni accademiche, degli ordini professionali, di riviste di settore ma anche semplici appassionati dell’arte architettonica dell’abile architetto spagnolo.
Obra incompleta - opera incompleta - perché frutto dei primi dieci anni d’attività, solamente l’inizio di un percorso continuo di ricerca. Sono non poche le difficoltà che mi sono trovato ad affrontare in quest’arco temporale - ammette Cerdá Pérez - ma sono sempre riuscito a trovare la forza di sostenere le mie idee, anche quando molti mi criticavano o mi consigliavano di lasciare perdere. Fortunatamente ho avuto vicino degli amici e colleghi fidati a sostenermi, come Josep Lluis Ros Andreu e Amando Llopis” architetti testimoni dei primi passi di Cerdá Pérez, entrambi presenti all’incontro.
“Da allora ho un metodo personale per valutare l’impatto delle mie opere: più sono contestate e più valgono. Quando le mie costruzioni saranno generalmente accettate, non produrranno più reazioni contrastanti, allora quello sarà il sintomo che mi farà dire: c’è qualcosa di sbagliato, è tutto da rivedere.


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